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		<title>Blitz animalista: «Il canile di Cadibona sembra un lager»</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cadibona. Trovati cani affamati e infreddoliti, senza coperte, con le ciotole del cibo e dell’acqua completamente gelate e, tra le cucce e la sporcizia dei loro escrementi, il corpo di un cane morto oramai da ore . È questa la scena che descrive un gruppo di ragazzi savonesi, amanti dei cani, che si sono recati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilsecoloxix.it/rf/Image-lowres_Multimedia/IlSecoloXIXWEB/savona/foto/2012/02/07/DSCN0181.jpg" alt="" /></p>
<p>Cadibona. Trovati cani affamati e infreddoliti, senza coperte, con le ciotole del cibo e dell’acqua completamente gelate e, tra le cucce e la sporcizia dei loro escrementi, il corpo di un cane morto oramai da ore .<br />
È questa la scena che descrive un gruppo di ragazzi savonesi, amanti dei cani, che si sono recati in modo assolutamente volontario al canile di Cadibona, gestito dall’Enpa, domenica scorsa, il 5 febbraio. Che il freddo fosse una minaccia soprattutto per le strutture dell’interno era probabile, tanto più così violento e inaspettato. Ma l’Enpa, come indicato sui cartelli all’ingresso del canile, è incaricato quotidianamente di sorvegliare sulla salute e sulle necessità dei cani facendo visita ogni mattina agli animali, ancor più in una situazione di assoluta emergenza come quella dei giorni scorsi. Secondo i giovani savonesi, però, così non è stato e a riferirlo sono due delle ragazze che, domenica scorsa, sono state a Cadibona, Valentina e Eliana.</p>
<p>«Abbiamo percorso in macchina tutta la strada, in parte innevata, sino al canile – spiega Valentina – con l’idea di dare un aiuto in più ai cani lì ospitati. L’ingresso era aperto ed è stato sufficiente spingere il cancello in ferro per entrare. Ma si è presentato uno spettacolo che faccio fatica a descrivere».</p>
<p>Sono le immagini a raccontare lo scenario davanti ai ragazzi savonesi che hanno scattato una serie di foto con i loro cellulari. Attraversando a fatica le stradine interne al canile, completamente innevate, sono giunti alla prima struttura in legno e cemento dove c’erano le cucce. A terra giaceva un cagnolino nero morto, tra gli ululati degli altri cani. «Possiamo dire con certezza – spiega Eliana – che il cane era morto da tempo, per una serie di particolari poco gradevoli da descrivere. Questo testimonia che nessun volontario dell’Enpa, tantomeno la custode che è pagata dall’ente, si è recata nei giorni del gelo al canile». Sono molti, secondo i ragazzi savonesi, i particolari che permettono di trarre questa conclusione. «Le ciotole – spiegano – erano vuote, altre completamente ghiacciate, non solo l’acqua, ma anche il cibo, posizionato lì chissà quando. Nessuno, a nostro giudizio, si era recato nella mattina e nei giorni precedenti. Lo spettacolo era terribile: escrementi ovunque, un cane con la diarrea e altri affamati e infreddoliti».</p>
<p>I ragazzi hanno subito preparato il cibo per gli animali. Ma c’è un altro aspetto che fa infuriare i giovani savonesi. «Pochi giorni fa – dice Valentina &#8211; una volontaria che si occupa all’estero della cura dei cani randagi, in questi giorni in Italia, aveva scritto una e-mail al presidente dell’Enpa, precisamente il 2 febbraio come indica la nostra documentazione, chiedendo le condizioni degli animali nel canile di Cadibona e offrendo disponibilità e aiuto». Nella risposta e-mail, fornita dai ragazzi, il presidente Enpa, Gianni Buzzi, sempre in data 2 febbraio, rispondeva che i cani nella struttura, 38 secondo quanto da lui riferito, erano in ottimo stato e che, dopo le nevicate, un gruppo di volontari si era occupato dello sgombero della neve dai camminamenti e dai recinti degli animali assicurando una buona scorta di coperte da mettere nelle cucce. A quanto dicono i ragazzi e le foto di tre giorni dopo, domenica 5 febbraio, la scena era ben diversa e ieri è stato impossibile svolgere una nuova verifica poiché l’ingresso del canile era chiuso a chiave.</p>
<p>Un situazione del tutto smentita dal presidente Enpa, Gianni Buzzi, che si dichiara estremamente amareggiato per le accuse sulla gestione del canile. «I volontari – dice – hanno lavorato al canile di Cadibona dal 30 gennaio, appena è arrivato il gelo. Dopo la nevicata hanno liberato gli accessi proseguendo i viaggi ogni giorno e portando cibo e acqua agli animali». A proposito del cane morto ha aggiunto Buzzi: «È morto domenica mattina – dice – non per il gelo ma per leishmaniosi e vecchiaia. I nostri volontari non l’hanno portato via poiché non era possibile accedere al canile in auto”» Alla richiesta di come siano stati utilizzati i lasciti per il canile ha aggiunto: «Nel 2006 eravamo sfrattati e con il lascito abbiamo acquistato il terreno. Ci battiamo da anni per ristrutturarlo e nei prossimi mesi dovremmo avere l’ok dalla Conferenza dei servizi».</p>
<p>Situazione accettabile in un momento di tale emergenza, quella del canile di Cadibona, infine, secondo Annamaria Mirengo, del Servizio Veterinario dell’Asl di Savona. «Nel sopralluogo congiunto di venerdì scorso tra la Forestale e il Servizio Veterinario – ha detto &#8211; non è stato rilevato nulla di anormale contando la generale situazione d’emergenza gelo».</p>
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		<title>LA CACCIA UNISCE L’ITALIA E AIUTA UN AMICO</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 23:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti, la presente per comunicare cessione di qualche mio cane da caccia, ovviamente setter inglesi, anche un pointerino e una pointer di 4 anni, cedo inoltre qualche semiautomatico, browning gold, franchi prestige ,browning silver, marocchi tecno, sono ormai alla frutta e andar avanti così e&#8230;.. prego chi interessato di farmi avere messaggi privati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.bighunter.it/Portals/0/notizie/270/2011/leporatti%20270.JPG" alt="i bracchi di lara" /></p>
<p><em><br />
Salve a tutti, la presente per comunicare cessione di qualche mio cane da caccia, ovviamente setter inglesi, anche un pointerino e una pointer di 4 anni, cedo inoltre qualche semiautomatico, browning gold, franchi prestige ,browning silver, marocchi tecno, sono ormai alla frutta e andar avanti così e&#8230;.. prego chi interessato di farmi avere messaggi privati, il prezzo ad offerta, perche devo togliere per far money per poter vivere almeno qualche settimana. con dolore ma devo farlo.<br />
saluti</em><strong></p>
<p>Se sfogliamo i giornali probabilmente messaggi di questo genere se ne possono trovare più d’uno; lasciano intuire difficoltà economiche che si aggravano ogni giorno e coinvolgono molti di noi. Una situazione per molti difficile, per alcuni impossibile da sostenere; frutto forse di scelte politiche dissennate, continuate nel tempo che ora, piaccia o no, siamo costretti a rimediare. Tutti noi, in questi giorni, apprendiamo attraverso la televisione o leggendo i quotidiani delle difficoltà economiche in cui versa la nostra bell’amata Patria… (non che gli Altri vadano meglio per carità)…. lo spread che imbizzarrisce più di Cavallo Pazzo,… la Borsa che va su e giù come un vecchio jo-jo,… il cambio Euro/Dollaro e tante altre cose. Tutto questo porta certamente apprensione per il nostro futuro, ma ancor più, situazioni di questo genere inducono gli uomini ad atteggiamenti egoistici. Ognuno per se e Dio per tutti, sembra l’imperativo dominante,…. una sorta di tormentone invernale che, auguriamoci, muoia con il sole di primavera. Quello che è successo in questa circostanza invece è in controtendenza, invita  alla riflessione, apre uno spiraglio di speranza per tutti noi in un mondo dove il cinismo pare sia il non-sentimento dominante.   </p>
<p>E’ iniziato tutto così, un giorno, per  caso. La comparsa di  questo messaggio sul Forum del Sito Internet www.ilbraccoitaliano.net ha attirato l’attenzione mia e di altri frequentatori abituali di quel sito. Poche le notizie, molto frammentarie, nessuna indicazione certa. Qualcosa di grave era di certo successa per indurre un amico comune a vendere i propri fucili e ancor più i suoi amati cani. E’ bastato ad un volenteroso ed attento moderatore aggiungere al messaggio tre parole in maiuscolo….. AIUTIAMO UN AMICO, che il tam-tam mediatico ha diffuso nella coscienza dei frequentatori del sito un’incredibile stimolo alla solidarietà. Tre parole che sono  bastate a smuovere gli animi non solo delle persone che lo conoscono, ma anche quelle di sconosciuti, uniti solo dalle comuni passioni: LA CACCIA e LA CINOFILIA. Questo sito unisce uomini, donne e giovani ragazzi con la passione per la caccia, i cani, le armi e tutto quanto attiene la nostra passione. Perfetti sconosciuti che si scambiano opinioni e informazioni attraverso una tastiera,  di frequente con il proprio nome o con uno pseudonimo. In questa occasione tantissimi hanno risposto all’appello mettendo a disposizione quello che potevano, piccole somme di denaro, magari frutto di risparmi destinati ai tradizionali regali di fine anno o  per altre spese. Cosa può aver costretto un cacciatore a porre in vendita i propri cani? L’amico in questione, padre di due bimbe, ha recentemente perso il lavoro, questa disgrazia anche da sola è sufficiente a giustificare una scelta tanto coraggiosa. Ad aggravare una situazione già difficile si aggiunga che la moglie, nella settimana precedente le Feste Natalizie, ha subito un urgentissimo  intervento chirurgico per risolvere un delicato problema di salute. All’amico in questione  è venuto a mancare, oltre al lavoro, il bene più prezioso nella vita, la salute della persona amata. La solidarietà verso questa giovane coppia si è estesa dal semplice cacciatore appassionato al mondo dell’arte, attraverso la proposta di un’asta per l’assegnazione di dipinti su ceramica, dipinti ad olio, vendita di preziosi libri antichi, armi e pure l’abbattimento di caprioli in aziende faunistiche venatorie. La prima asta è cominciata con un piatto dipinto a mano offerto da un noto artista-cacciatore raffigurante una scena di caccia alla coturnice della Sicilia, terra dell’amico cacciatore. E’ continuata con la vendita all’asta del dipinto di un’artista Cubano attraverso l’interessamento di una frequentatrice del sito, continuando così una corsa alla solidarietà che si è conclusa nella notte della vigilia di Natale e che si è dibattuta fino all’ultimo secondo. Ma cosa ha di tanto speciale questo atto di generosità?, in fondo aiutare una persona in difficoltà oggi non dovrebbe stupire più di tanto. Quello che rende speciale questa storia, in un momento dove la caccia viene denigrata continuamente dai media, siano esse emittenti pubbliche o private, riguarda l’origine della solidarietà; in questa occasione è nata nel cuore dei cacciatori, in modo spontaneo, senza cioè pensare al suo utilizzo strumentale come purtroppo è abitudine consolidata da parte di alcuni Ministri a noi noti, celebri più per il loro livore nei nostri confronti che per il lavoro svolto nell’incarico istituzionale.  Questo gesto nasce proprio come gesto spontaneo da quelle persone che oggi vengono ingiustamente additate come assassini,  sanguinari, incapaci di partorire sentimenti di nobiltà. In questo caso la solidarietà ha unito i cacciatori di tutte le regioni, del nord del centro e del sud. Persone con animo nobile e gentile  in questo Natale hanno dato prova che una passione, vera e pura come la Caccia, può unire uomini, donne e ragazzi di tutta Italia. Ma chi conosce i cacciatori sa che oltre alla passione per la caccia hanno un grande cuore! Lo dimostrano ogni volta che vengono organizzate gare, mostre cinofile e raduni dove il ricavato viene devoluto in beneficienza, ma questo purtroppo nessuno lo evidenzia ponendone in risalto gli obiettivi. Oggi appare molto più facile  accattivarsi le simpatie di un pubblico poco attento alle vere vicende della natura, propinando in continuazione storielle strappalacrime ottenute umanizzando personaggi di Disney. Ma la caccia non è così. I cacciatori non sono così. Sono persone dal cuore grande che in questo Natale hanno aggiunto un pò di speranza e un briciolo di serenità alla famiglia di un amico.</p>
<p>Lara Leporatti</p>
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		<title>“Tutte le cacce hanno pari dignità e meritano pari rispetto”</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 13:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/11/foto.jpg"><span id="more-115"></span><img class="alignleft size-medium wp-image-116" title="foto" src="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/11/foto-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E’ ancora Novembre. Ancora una volta, nel bel mezzo della caccia, si festeggia il nostro santo patrono. Sant’Ubertus. Quest’anno, forse più di altre volte, siamo un po’ tutti costretti a riflessioni profonde. Riflessioni sulle difficoltà economiche e politiche che il paese si trova ad affrontare e, in aggiunta, per quanto ci riguarda, siamo costretti ad interrogarci sulle difficoltà che la caccia incontra nel suo svolgimento ad ogni nuova apertura. E’ un’ansia perpetua la nostra purtroppo. Basta seguire gli home-page dei diversi siti dedicati alla caccia per accorgerci come tutto negli ultimi anni sia cambiato. In peggio purtroppo. Oggi, tutti noi, assistiamo speranzosi ai proclami di vittoria verso la conquiste di calendari e deroghe della vigilia, per sprofondare poi nell’amarezza ai comunicati delle sospensioni imposte dai TAR nei giorni seguenti. Un tormento senza fine in un’infernale girone dantesco, dove diavoli animalisti, raggruppati in perfide associazioni, ci punzecchiano di continuo per impedirci il sollievo di una breve stagione di passione. Un autunno dedicato alla caccia. Tutti noi viviamo momenti davvero delicati, per quanto riguarda questa nostra passione. In questi frangenti, come in tutte le vicissitudini della vita, emergono almeno un paio di sentimenti che caratterizzano gli uomini da sempre; l’egoismo e l’altruismo.<br />
Ho sempre pensato, in materia di caccia, che un cacciatore dovrebbe godere della libertà di alzarsi il mattino e decidere cosa cacciare. E’ lo spirito stesso della caccia che mi porta a pensare in questo modo. Ed è lo spirito dell’avventura contenuto nella nostra passione che giustifica questo pensiero. L’orientamento di ognuno di noi però non ambisce a confini molto vasti; credo siano davvero pochi coloro che potrebbero spaziare dal fagiano all’elefante. Il più delle volte l’orientamento del cacciatore verso una forma di caccia è determinato dal tempo a sua disposizione e…dalle possibilità economiche. Oggi però, vuoi le restrizioni legislative in materia venatoria e l’incalzante riduzione dei territori adeguati all’esercizio della caccia, la scelta diventa “obbligata” a priori…purtroppo. E’ utopistico pensare il contrario. Ognuno di noi, giustamente, cova dissenso o rancore verso gli orientamenti venatori imposti da scelte politiche dissennate degli ultimi anni, ….spesso metabolizzate in modo allegro dalle nostre associazioni, ….. ma questo non deve impedire di mantenere la lucidità nel pensiero, indirizzando il giusto livore verso gli obiettivi meritevoli di ingiurie, o, anche noi, finiremo come i capponi tanto ben descritti dal Manzoni nei suoi Promessi Sposi che, racchiusi nell’angusto spazio di un sacco si disputavano a colpi di becco, ignari che avrebbero finito presto i loro giorni sfamando allegri commensali. E’ questo l’egoismo che emerge nelle nostre difficoltà. E’ quel voler elevare alcune forme di caccia a scapito di altre, tentando di aggrapparci alla zattera di salvataggio, egoisticamente cattivi, mordendo a destra e a manca, rischiando così dopo strenua lotta di essere soli, isolati e non in grado di remare da soli verso la salvezza. E’ il continuo contrapporre metodi e sistemi da sempre racchiusi, tutti insieme, in un unico contenitore, che finirà per condannarci. Condannerà la caccia e con essa tutti noi.<br />
Se è pur vero che alcune forme di caccia oggi godono di situazioni privilegiate rispetto ad altre…il cui tentativo di spiegazione richiederebbe spazi maggiori… si deve anche sottolineare che altre forme di caccia, oggi in estrema difficoltà per mancanza di “materia prima”, non sempre hanno goduto delle attenzioni umane riservate alle prime e, in aggiunta, l’ambiente si è modificato solo a favore di alcune specie, spesso penalizzando in modo irreversibile le altre. Ed è ancora questo l’egoismo che si fa strada, purtroppo, nei cacciatori. Il considerare alcune forme di caccia “inferiori”, non meritevoli di considerazione, peggio ancora, non meritevoli di feroce e strenua difesa.<br />
Al tempo stesso però troppi cacciatori, (si noti il voluto minuscolo) escono a caccia solo per “far carniere”, in barba alla “costante etica” che ci dovrebbe accompagnare dal momento che mettiamo in spalla il fucile e in tasca le cartucce. Io stessa sono perseguitata dalla passione della caccia con il cane da ferma. All’apertura della stagione di caccia, la selvaggina da piuma, pur non in modo esagerato è presente un po’ dappertutto, io stessa la caccio, con educata parsimonia; questa però diventa veramente rara dopo pochissime uscite e, mi riesce veramente difficile il pensare che cornacchie e volpi si stringano in una sorta di santa alleanza per depredarci e farci così dispetto… subito dopo l’apertura! Non voglia il mio suonare come un indiscriminato atto d’accusa… … ma certo è che qualcuno piglia forse un po’ più del dovuto.<br />
Ma questo per noi Cacciatori non sarà solo il mese dei morti. Sarà soprattutto il mese dei ricordi. Che Sant’Ubertus insegni a tutti noi a rendere il ricordo di questi giorni non un lutto, con una visita rituale ai defunti, ma un’impegno a rendere viva la nostra grande passione.</p>
<p>Buon Sant’Ubertus a tutti noi.<br />
Lara Leporatti</p>
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		<title>Un apparizione inaspettata</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 09:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non avendo il maschio adulto da abbattere mi limito ad usare la telecamera invece del fucile.]]></description>
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<p>Non avendo il maschio adulto da abbattere mi limito ad usare la telecamera invece del fucile.</p>
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		<title>Drahthaar trovato a Perugia spargete la  voce, riportiamolo dal suo padrone!</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 20:17:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SE QUALCUNO LO RICONOSCE CONTATTI IL SUO PADRONE! CHE CHIAMI SUBITO QUESTA &#8220;SIGNORA&#8221; O AVVERTA CHI DI DOVERE PER RIAVERE IL SUO CANE!!!!! i CANI NON FUGGONO!!!!!!!! Io sono BROWN, Drathar a pelo duro di 2 anni. Inutile dire che sono uno schianto perche&#8217; le foto parlano da sole, e&#8217; inutile dire che sono anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/10/dd.jpg"><img src="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/10/dd-300x200.jpg" alt="DD trovato a Perugia" title="D.D. Trovato a Perugia cerca il suo padrone cacciatore spargete la voce " width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-103" /></a></p>
<p>SE QUALCUNO LO RICONOSCE CONTATTI IL SUO PADRONE! CHE CHIAMI SUBITO QUESTA &#8220;SIGNORA&#8221; O AVVERTA CHI DI DOVERE PER RIAVERE IL SUO CANE!!!!! i CANI NON FUGGONO!!!!!!!!</p>
<p>Io sono BROWN, Drathar a pelo duro di 2 anni. Inutile dire che sono uno schianto perche&#8217; le foto parlano da sole, e&#8217; inutile dire che sono anche modesto ^_^ !!! Sono ambitissimo dai cacciatori perche&#8217; mi usano per il cinghiale e la lepre ma io HO DETTO NO ALLA CACCIA! Sono fuggito dal cacciatore e ho vagabondato settimane per il bosco, avevo al collo il campanellino delle battute al cinghiale quando le volontarie mi hanno ritrovato. Mi hanno portato in canile e per legge ho dovuto aspettare 2 mesi&#8230;perche&#8217; il cacciatore poteva venire a reclamarmi e ahime&#8217;&#8230;mi avrebbero dovuto restituire!! Invece nessuno mi ha cercato, e aggiungo per fortuna, io nel serraglio non ci voglio stare! Ora sono in cerca di una famiglia che mi ami per quello che sono, non perche&#8217; sono un cane per la caccia, non perche&#8217; gli servo per uno &#8220;sport&#8221; cosi infame. Io mi trovo al canile di perugia, ma le volontarie per buona adozione mi accompagnano tutto centro nord Italia. Amo le cagnoline femmine ma non mi piacciono i cani maschi! Sono in regola con vaccini e libretto sanitario. INFO ELIANA 3663316207</p>
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		<title>Giornata di addestramento Bracchi Italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 21:08:38 +0000</pubDate>
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		<title>Caccia in Ungheria</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 12:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caccia in Ungheria cervo]]></category>

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<p style="text-align: center;">Caccia in Ungheria</p>
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		<title>Qualcuno deve fermarli&#8230;!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 07:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[animalisti]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni per animalisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora una volta, all’avvicinarsi dell’apertura della caccia, insorgono gli amanti degli animali. Davvero strane queste associazioni che sorgono numerose come i funghi. Amano  farsi chiamare “animalisti” senza conoscere il vero significato del termine. “Ambientalisti” per auto definizione, si proclamano vegetariani per meglio valorizzare la loro immagine di difensori degli animali. Si ergono a tutela della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/09/254823_2030719698371_1555471877_2166099_4747032_n1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-58" title="lara a caccia" src="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/09/254823_2030719698371_1555471877_2166099_4747032_n1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Ancora una volta, all’avvicinarsi dell’apertura della caccia, insorgono gli amanti degli animali. Davvero strane queste associazioni che sorgono numerose come i funghi. Amano  farsi chiamare “animalisti” senza conoscere il vero significato del termine. “Ambientalisti” per auto definizione, si proclamano vegetariani per meglio valorizzare la loro immagine di difensori degli animali. Si ergono a tutela della natura, paladini delle bestie. Con la pretesa di essere gli unici protettori del creato, non s’accorgono di essere appesantiti da paradossi e demagogie estreme. Rispettosi fino allo spasimo della vita animale, hanno finito per anteporla alla vita stessa degli uomini. Nella loro illogica visione delle priorità naturali, sono scivolati tanto in basso nella considerazione della vita umana che la gente comune, quella seria per intenderci, inizia ad assistere con una certa curiosità ai deliranti proclami che accompagnano ogni evento della vita sociale, dove l’utilizzo degli animali è di frequente una tradizione che affonda le proprie radici nella storia più antica del nostro popolo. Spesso usanze antiche accettate da sempre e da tutti. Hanno insulti un po’ per tutti. Li vediamo così insorgere stupidamente contro il Palio di Siena, vergognosamente sostenuti da Ministri e Parlamentari, in queste occasioni nelle vesti di macabri opportunisti alla disperata ricerca di consensi elettorali. Ma il fronte animalista è molto esteso, per nostra disgrazia o nostra fortuna. Li ritroviamo così anche in terra Spagnola; da sempre ostinatamente contrari alla corrida, ora se la prendono pure con la festa di San Firmino, in quel di Pamplona, dove, se mai ce ne fosse la necessità, si dovrebbero tutelare più i fedeli euforici che i tori esuberanti. Ma chi sono in realtà questi personaggi, quasi sempre vestiti del nero colore della morte; loro, inneggianti alla vita delle bestie con slogan di malaugurio verso il mondo degli uomini. Il mondo dei cacciatori. Urlanti metropolitani imbrattatori di muri e vetrine. Da dove vengono questi, in quale contesto hanno preso forma, vita associativa. Nessuno lo sa con precisione. Attribuire una datazione certa alla nascita di questi movimenti animalisti è di certo un azzardo. Già l’Ateniese Senofonte, discepolo di Platone, scrivendo il primo trattato sulla caccia nel quarto secolo prima di Cristo raccontava di…. Genti che amano più le bestie che gli uomini…E già allora, ci riferisce Senofonte, erano visti con sospetto o forse meglio con la compassione riservata agli stolti. Ma non è questo il problema, noi cacciatori, ad esempio, ….li vediamo con occhio anche peggiore….  Il problema, se mai esiste, sta nel modo dissacrante con cui queste “sette”  paragonano gli uomini agli animali, in una sorta di dottrina nuova, che emargina la vita umana fin’ora al centro del creato per far posto alle specie animali, fortunatamente in una gerarchia ancora da tutta da definire. E’ una fortuna, per ora, sapere che forse veniamo prima delle pantegane… Ma è la visione della vita umana che appare distorta nel pensiero di queste persone, irrispettosa non solo della vita, bensì pure dopo la vita stessa se, un loro “Guru”,  ha ventilato l’ipotesi che dopo la morte si potrebbero utilizzare cadaveri umani per farne mangime per le bestie. L’essere uomo invece significa sopratutto possedere anche una vita spirituale. Il pensiero, essenza astratta generata dal cervello, ci dissocia dalle bestie nella misura della sua potenziale razionalità. Noi umani possiamo anche non seguire gli istinti che sono invece prerogativa obbligata per le bestie.  La condanna urlata degli animalisti verso il mondo venatorio, sta nella consapevolezza che noi proviamo piacere nell’esercizio della caccia. E’ difficile far comprendere a questa gente che “voglia di cacciare” non è sinonimo di “voglia d’uccidere”. Posto il problema che l’aumento eccessivo di alcuni selvatici pone in pericolo l’esistenza degli stessi, viene da loro accettato che “l’uccisione”, se mai inevitabile, debba necessariamente essere effettuata dal guardacaccia, ipotizzando che lo stesso, proprio per professione, non possa provare nessuna emozione; piacevole o dolorosa. Tutti gli uomini appartengono alla famiglia dei predatori. Non è un vanto ma neppure una colpa. Siamo così, punto e basta. Siamo pure onnivori è vero, ma le nostre caratteristiche somatiche parlano chiaro. Basta un’occhiata davanti allo specchio per stabilire che tutti noi apparteniamo ai predatori e non alle prede. Lo si può notare dalla posizione degli occhi, frontali come quello del lupo, molto diversi da quelli del capriolo o di una pecora, disposti lateralmente per avere un campo visivo maggiore, in grado cioè di scorgere l’avvicinarsi del pericolo con un angolo maggiore. Alla pecora o al capriolo,  l’erba di cui si cibano non scappa, mentre al lupo e agli altri predatori la necessità di mettere a fuoco in modo perfetto la posizione della preda nell’istante decisivo dell’attacco è indispensabile. Vorrei ben vedere la picchiata di un falco pellegrino strabico su di una pernice! Anche io, come molti di voi, sono nata e cresciuta in una famiglia di contadini e di cacciatori. I miei nonni avevano la pelle scura, bruciata dal sole per le ore trascorse nei campi. Mani forti, rese ruvide dall’uso degli attrezzi. Anche io, come tutta la mia gente, so di appartenere al genere umano con le caratteristiche più antiche; ho gli occhi ben piantati davanti! So’ di certo che non mi perderei nel bosco, sono certa che saprei sopravvivere bene anche senza il supermarket e l’automobile. Sono fiera di questa appartenenza. Non ho colpa ne merito d’avere gli occhi davanti, di avere spesso le mani ruvide e la pelle bruciata dal sole del campo, ma sono davvero contenta sia così. Questi animalisti, al massimo, conoscono il parco comunale sotto casa, dove si sono allenati per anni ad aggredire in malo modo chi conduce il cagnolino con il guinzaglio troppo corto o la museruola troppo stretta. Ora sono specialisti nelle aggressioni verbali, puoi trovarli nel bosco il giorno dell’apertura; questo si, ma poi non li vedi che fuori dalle fiere che trattano qualsiasi cosa che riguardi la caccia, rigorosamente vestiti di scuro, armati di megafono e del “manuale degli insulti”; opera collettiva faticosamente scritta nelle frequenti serate di noia.  E i nostri politici, quale è il loro atteggiamento? Nel dubbio li spalleggiano. I più non hanno una posizione ben definita, spesso dichiarano un amore verso gli animali che lascia attoniti chi li ascolta. Molti non saprebbero distinguere un Coker da un San Bernardo, ma se tiri fuori l’argomento del taglio delle code o delle dimensioni delle gabbie per il loro trasporto in auto ti snocciolano un trattato degno della Divina Commedia …senza sapere di che cosa stanno parlando…ovviamente. Non parliamo poi dei problemi attinenti la caccia vera e propria. Qui te li trovi tutti dalla tua parte; però se poni l’accento che la tal specie è particolarmente numerosa, magari con evidenti impatti dannosi sull’agricoltura, non è stata ancora inserita nelle specie cacciabili… apriti cielo. Non mai colpa loro … ma  della Comunità Europea… e del tal decreto..e del tal articolo..e del ricorso…e della tal sentenza….Cosa possiamo fare noi cacciatori per fermare tutto questo?  Dobbiamo far sentire la nostra voce, dobbiamo far conoscere, la nostra passione per quella che è veramente. Dobbiamo pretendere! Si avete letto bene <strong>PRETENDERE</strong> dai nostri politici,  che ci hanno chiesto il voto in tempi non sospetti, di difenderci! Si pretendere ! Pretendere che un minoranza di persone, dalla fedina penale immacolata, venga difesa e vengano rispettati i loro diritti, al pari dei diritti pretesi dalle decine di extracomunitari che ogni giorno assaltano il nostro paese. Al pari delle minoranze etniche o religiose, dove viene concesso di nascondere il volto, di costruire Sinagoghe o Moschee, dove per difendere tendenze sessuali diverse assistiamo di frequente a caroselli cittadini di dubbio gusto con la partecipazione di chi…… dovrebbe invece tutelare la nostra esistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lara Leporatti<br />
Presidente CPAS  di Lastra a Signa<br />
<a href="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/09/186040_1555471877_6912474_q.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-65" title="186040_1555471877_6912474_q" src="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/09/186040_1555471877_6912474_q.jpg" alt="" width="50" height="50" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caccia in Val Brembana</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 12:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caccia in Val Brembana]]></category>

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		<title>Nascere e diventare cacciatore</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 13:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buongiorno signori e signore,un cordiale saluto a tutti i presenti a questa seconda edizione del CAPETAV,ringraziandovi per l’attenzione che mi date considerando che sono solo un “ragazzo” … Volevo fare un ringraziamento particolare anche a chi ha reso possibile tutto ciò, contribuendo all’immagine delle nostre attività in un mondo dove siamo messi sotto accusa costantemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcacciatore.com/uploads/2011/05/alessio.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/05/umbria2011-030.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-50" title="umbria2011 030" src="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/05/umbria2011-030-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://www.ibracchidilara.it/wp-content/uploads/2011/05/umbria2011-030.jpg"></a>Buongiorno signori e signore,un cordiale saluto a tutti i presenti a questa seconda edizione del CAPETAV,ringraziandovi per l’attenzione che mi date considerando che sono solo un “ragazzo” …</p>
<p>Volevo fare un ringraziamento particolare anche a chi ha reso possibile tutto ciò, contribuendo all’immagine delle nostre attività in un mondo dove siamo messi sotto accusa costantemente e infondatamente ogni giorno.<br />
Circa un anno fa venivo invitato dall’amico Daniele Bandini alla prima edizione della fiera,una giornata che non dimenticherò mai,una giornata segnata dall’amicizia e dall’ammirazione. Appena arrivati a Bastia,Daniele mi disse che ci stava aspettando all’ingresso una persona con cui non avevo mai avuto il piacere di fare conoscenza, un Maestro per tutti noi..penso abbiate capito di chi sto parlando,la persona in questione è Antonio Pinotti, tragicamente scomparso quest’inverno lasciandoci con un grande vuoto,colmato solo in piccola parte dal ricordo dell’immensa persona che era.<br />
Ebbi modo di condividere l’intera giornata con lui,e mi resi subito conto che una persona come il Maestro Pinotti. si incontra una volta sola nella vita e che a me quella fortuna era capitata cosi,quasi per caso.<br />
Quel giorno Antonio mi disse &lt; In quella giornata ho avuto il grandissimo piacere di fare conoscenza con tante altre persone splendide,con cui si è instaurata un amicizia profonda e sincera come poche. Ora,a distanza di poco tempo,sono qui su questo palco dove ho avuto la fortuna di assistere ad uno dei Suoi tanti dibattiti,ritrovandomi però dall’altra parte,una parte a me sconosciuta e che cerco,con non poca fatica di interpretare al meglio per la mia prima volta.</p>
<p><strong>NASCERE E DIVENTARE CACCIATORE: LA CACCIA AGLI OCCHI DI UN RAGAZZO.</strong></p>
<p>Ho preparato le mie poche righe,sulla base di quello che rappresenta nella mia vita l’amore per l’arte venatoria,l’amore per la terra e i suoi frutti,l’amore per una cultura e per delle tradizioni che sono ora mai radicate nella mia persona ma, Haimè sconosciute dalla maggior parte dei miei coetanei e non.<br />
Volevo raccontarvi di come è iniziata per me quest’avventura,piena di incognite e paure,ma,ancora più ricca di emozioni, amici e bei momenti….<br />
Era un venerdì sera di novembre, e come tutte le sere la cena era quasi pronta quando ad un certo punto arrivò,inaspettata una telefonata…<br />
era un caro amico di famiglia che era venuto a conoscenza della mia bramosia di vestire per la prima volta i panni di un cacciatore.<br />
Risposi io e quando con immenso piacere riconobbi la sua voce un brivido strano,una sensazione mai provata prima si impadronì di me quasi come se la mia mente prevedesse l’esito di quella telefonata.<br />
Allora Alessio come va?tutto bene risposi con la voce quasi tremolante,domani hai scuola ma se i tuoi son d’accordo per una volta (oramai una lotta che finirà solo con gli esami di maturità) DOMANI TI PORTO A CACCIA!<br />
5 parole magiche che risuonano ancora nella mia testa…<br />
I miei genitori,consapevoli forse della stato già avanzato di questa “patologia” acconsentirono e così quella sera iniziò un’attesa che mi parve non finire mai!<br />
Pensate,un attesa lunga una notte!<br />
Ma come ogni giorno che Nostro Signore fa sorgere anche quell’alba arrivò ed i colori,i profumi,le sensazioni e le emozioni che provai ancora oggi sono forti e “protette” qui nel mio petto…<br />
Spesso mi soffermo a pensare come quell’attesa infinita si ripeti costante ed ineguagliabile ogni sera che precede una giornata di caccia,e come il tempo passi veloce,quasi dispettoso,una volta giunti sul terreno scelto per quella giornata venatoria.<br />
Perchè a 20anni come a 100 per noi cacciatori,da settembre a gennaio ci vorrebbero giorni che durano il doppio!è incredibile infatti come non riesca a sentire stanchezza una volta dietro alla fedele muta che accompagna le mie cacciate,spesso mi capita di alzare al testa ,vedere il sole spengersi e stupirmi che sia già l’ora di rientrare verso la macchina…<br />
E questo non per avere il tempo di fare inutili stragi solo per farne un vanto al bar,coloro che fanno ciò non meritano il nome di Cacciatori,ma ben si per fare un altro passo sulle nostre terre di cui conosciamo ogni anfratto come se fosse casa nostra,per vedere ancora una volta quel fosso o quella valle che ci riportano alla mente dolci e bei ricordi..per assaporare un minuto di piu quei colori,quei profumi e quelle emozioni che tutti noi conosciamo bene.<br />
Questo che è passato è stato il primo anno di licenza,il primo anno con lo “stioppo” a tracolla,un anno aspettato come nessun altra cosa in vita mia,un traguardo raggiunto dopo un tempo per me infinito, mi ritorna alla mente la prima fucilata,all’epoca facevo fatica a tenere in braccio un leggero calibro 20 ricordo riuscii a piazzare ben 7 pallini in un foglio di carta..per me un risultato da medaglia d’oro!<br />
Aspettando la licenza non mi sono mai fatto mancare l’occasione di farmi portare a caccia dagli amici,qualsiasi essa sia stata, dai caprioli di selezione ai tordi nel magico mese di ottobre,dal capanno dei colombi ai cani da seguita. Ogni giorno era buono, caldo o freddo non c’era cosa che mi facesse declinare un invito!<br />
Inviti che mi sembravano inspiegabilmente sempre pochi, e preziosi come diamanti!<br />
Sono state tante le notti passate cercando di riuscire a prendere sonno girandomi nel letto a destra e a sinistra,il sonno sembrava scappare e il tempo sempre più dispettoso non passare mai!fino a che la sveglia che mettevo sempre doppia per paura di fare tardi non segnava l’ora di iniziare a vestirsi …<br />
Ora,l’unica differenza è il numero delle sveglie,ne metto una soltanto,e le permetto di suonare poche volte,è come se avessi un orologio biologico sintonizzato,apro gli occhi sempre pochi minuti prima dell’ora stabilita.<br />
Dicevo … l’unica differenza … si,l’unica differenza dato che i sentimenti con cui cerco di prendere sonno sono sempre gli stessi,solidi e immutati nei pochi anni passati,accompagnati sempre da quella speranza che mi fa alzare scattante e caldo anche nelle albe più fredde di questi inverni sempre più somiglianti a quelli di un tempo.<br />
la caccia viene erroneamente paragonata ad uno sterminio freddo e crudele,ad un’attività legata al solo piacere dell’uccisione,e questo soprattutto da chi per ignoranza o peggio per vigliaccheria si rifiuta di ascoltare e conoscere le ragioni per cui un ragazzo di nemmeno 20 anni rifiuta un invito ad una festa preferendo andare a letto presto per essere pronto e riposato il giorno dopo di buon mattino.<br />
Tante volte il sabato sera ho preso la corriera delle 18 che porta al piccolo paese di BELFORTE,dove al bivio del paese,aspettavo mio Zio,unico cacciatore della famiglia per diventare poi, la sua ombra durante la domenica di caccia.<br />
Eppure tutti i miei compagni di scuola mi dicevano te sei strullo,ti alzi presto la mattina,con il freddo che fa d’inverno per andare a correre su e giù per una collina quando potresti andartene a ballare e dormire fino all’ora di pranzo … spesso e volentieri non gli rispondevo nemmeno…<br />
Ad oggi però qualcosa è cambiato dentro di me,se prima infatti,ad una frase del genere non avevo nemmeno la voglia di rispondere,ora se qualcuno prova a dirmi una cosa cosi di sicuro riceve una degna risposta.<br />
Non sopporto il fatto che qualcuno,senza alcuna conoscenza in merito spari a zero solo perche preferisce fare altro.<br />
Le discussioni poi,su tutti i vari blog e social-network con tutti coloro che,al dialogo civile preferiscono offendere magari solo perche non hanno argomentazioni valide,ora mai non le conto nemmeno più!<br />
Ho la fortuna di essere circondato da un gruppo di amici e amiche che come me condividono l’amore per la natura,e per la nostra tanto amata campagna,unico posto di sicuro conforto e rifugio ogni qualvolta ne sento il bisogno.<br />
Prendo il mio cane,e mi incammino,fino a quando ne ho voglia,fino a quando ogni brutto pensiero lascia il posto al quel senso di completezza e di appagamento che provo tutte le volte che vedo ciò che mi circonda,una vigna abbandonata casa di una coppia fagiani o il letto del fiume ora più che mai ricco di vita per poi perdere lo sguardo lungo le colline dell’amato chianti per arrivare fino ai boschi delle “Mie” Carline…”<br />
Paesaggi incantati questi,che accompagnano da protagonisti tutte le mie uscite,dandomi felicità e accoglienza tutte le volte che mi avventuro in essi.<br />
Ed è anche da questo che nasce il mio profondo rispetto per tutto ciò ,rispetto che mi impedisce di gettare anche solo un fazzoletto di carta per terra,tanto a metterselo in tasca si fa la stessa fatica no?<br />
Quei paesaggi non mi chiedono niente ed io se posso per cosi dire sdebitarmi lo faccio proprio a cuor leggero.<br />
Tornando al discorso di prima,la caccia è altro ancora in questa attività,insieme ai tanti sentimenti già citati in precedenza,c’è n’è uno particolarmente importante,non solo in ambito venatorio ma importante per la vita di tutti noi,sto parlando dell’amicizia,grazie alla quale questa passione acquista tutto un altro sapore.<br />
Spesso si ha bisogno di andare per boschi soli,magari in compagnia del cane che ci ha fatto sognare tante di quelle volte da perdere il conto,magari per dimenticare una brutta giornata di lavoro,o magari per passare due ore avvolti dalla completa solitudine per poter riflettere e andare avanti…capitano quei giorni…ma poi,come si torna a casa per cercare riparo in quelle quattro mura cosi accoglienti si cercherà conforto in quelle persone su cui sappiamo di poter sempre contare!<br />
E andare a caccia con queste persone è una della cose più belle che posso fare!<br />
Quest’anno per obbligo giuridico derivato dal fatto di essere al primo anno di licenza,ma soprattutto per volere,sono sempre andato a caccia in compagnia,in compagnia dei maestri e dei soci,si perché fra noi ci chiamiamo “soci”,soci di una società che di fatto son sicuro non si potrà mai sciogliere,per nessuno ragione!<br />
E le soddisfazioni tanto aspettate non sono tardate ad arrivare,la prima preda ,un merlo chiantigiano frutto di un ottimo lavoro di squadra,magari agli occhi di molti un misero carniere,ma per me una soddisfazione inimmaginabile!<br />
Per concludere,cerco di dare una mia risposta ad una domanda ben nota ai più…ma cacciatori si nasce o si diventa?<br />
Nella mia famiglia di cacciatori non se ne ricorda traccia da più di due generazioni,e se non fosse per me e per mio zio acquisito,non ce ne sarebbe traccia tuttora.<br />
Io però sin da piccolo mi raccontano i miei genitori ,sono sempre stato mosso da un qualcosa che mi faceva preferire rincorrere lucertole al giocar con i classici balocchi.<br />
Un qualcosa che si è evoluto con me,senza mai abbandonarmi,anzi! Man mano che passavo il tempo aumentavano i tentativi di cacciar qualcosa,non importava che,bastava fosse abbastanza veloce da scappare e astuto da nascondersi che attirava di sicuro le mie sgradevoli attenzioni.<br />
E dopo che mi fu regalata la prima pistola a pallini la strada fu tutta in discesa…<br />
Alla luce di questo,la risposta per me è una sola…cacciatori si nasce!<br />
Perchè anche se questo sentimento cosi forte non si manifesta sin da subito,se c’è,prima o poi viene fuori e quando viene fuori non se può fare a meno,è un dato di fatto!<br />
Quindi per tutti i cacciatori “già nati” ,per tutti quelli che ancora tengono assopito dentro di loro questo spirito,e per tutti quelli legati al nostro mondo rurale cosi bello e ricco di tradizioni da proteggere,non posso dir altro se non questo…Siamo uniti,facciamoci conoscere per quello che siamo,rispondendo colpo su colpo alle tante menzogne dette da chi non ci può vedere, non possiamo permettere che un mondo cosi bello possa pian piano spengersi come un fiammifero al vento…Non voglio che questa accada e finche avrò fiato in corpo lotterò perche questo non avvenga!!<br />
Ho concluso…grazie infinite per la Vostra attenzione.</p>
<p><strong>Alessio Ragazzo</strong></p>
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