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• giovedì, febbraio 09th, 2012

Cadibona. Trovati cani affamati e infreddoliti, senza coperte, con le ciotole del cibo e dell’acqua completamente gelate e, tra le cucce e la sporcizia dei loro escrementi, il corpo di un cane morto oramai da ore .
È questa la scena che descrive un gruppo di ragazzi savonesi, amanti dei cani, che si sono recati in modo assolutamente volontario al canile di Cadibona, gestito dall’Enpa, domenica scorsa, il 5 febbraio. Che il freddo fosse una minaccia soprattutto per le strutture dell’interno era probabile, tanto più così violento e inaspettato. Ma l’Enpa, come indicato sui cartelli all’ingresso del canile, è incaricato quotidianamente di sorvegliare sulla salute e sulle necessità dei cani facendo visita ogni mattina agli animali, ancor più in una situazione di assoluta emergenza come quella dei giorni scorsi. Secondo i giovani savonesi, però, così non è stato e a riferirlo sono due delle ragazze che, domenica scorsa, sono state a Cadibona, Valentina e Eliana.

«Abbiamo percorso in macchina tutta la strada, in parte innevata, sino al canile – spiega Valentina – con l’idea di dare un aiuto in più ai cani lì ospitati. L’ingresso era aperto ed è stato sufficiente spingere il cancello in ferro per entrare. Ma si è presentato uno spettacolo che faccio fatica a descrivere».

Sono le immagini a raccontare lo scenario davanti ai ragazzi savonesi che hanno scattato una serie di foto con i loro cellulari. Attraversando a fatica le stradine interne al canile, completamente innevate, sono giunti alla prima struttura in legno e cemento dove c’erano le cucce. A terra giaceva un cagnolino nero morto, tra gli ululati degli altri cani. «Possiamo dire con certezza – spiega Eliana – che il cane era morto da tempo, per una serie di particolari poco gradevoli da descrivere. Questo testimonia che nessun volontario dell’Enpa, tantomeno la custode che è pagata dall’ente, si è recata nei giorni del gelo al canile». Sono molti, secondo i ragazzi savonesi, i particolari che permettono di trarre questa conclusione. «Le ciotole – spiegano – erano vuote, altre completamente ghiacciate, non solo l’acqua, ma anche il cibo, posizionato lì chissà quando. Nessuno, a nostro giudizio, si era recato nella mattina e nei giorni precedenti. Lo spettacolo era terribile: escrementi ovunque, un cane con la diarrea e altri affamati e infreddoliti».

I ragazzi hanno subito preparato il cibo per gli animali. Ma c’è un altro aspetto che fa infuriare i giovani savonesi. «Pochi giorni fa – dice Valentina – una volontaria che si occupa all’estero della cura dei cani randagi, in questi giorni in Italia, aveva scritto una e-mail al presidente dell’Enpa, precisamente il 2 febbraio come indica la nostra documentazione, chiedendo le condizioni degli animali nel canile di Cadibona e offrendo disponibilità e aiuto». Nella risposta e-mail, fornita dai ragazzi, il presidente Enpa, Gianni Buzzi, sempre in data 2 febbraio, rispondeva che i cani nella struttura, 38 secondo quanto da lui riferito, erano in ottimo stato e che, dopo le nevicate, un gruppo di volontari si era occupato dello sgombero della neve dai camminamenti e dai recinti degli animali assicurando una buona scorta di coperte da mettere nelle cucce. A quanto dicono i ragazzi e le foto di tre giorni dopo, domenica 5 febbraio, la scena era ben diversa e ieri è stato impossibile svolgere una nuova verifica poiché l’ingresso del canile era chiuso a chiave.

Un situazione del tutto smentita dal presidente Enpa, Gianni Buzzi, che si dichiara estremamente amareggiato per le accuse sulla gestione del canile. «I volontari – dice – hanno lavorato al canile di Cadibona dal 30 gennaio, appena è arrivato il gelo. Dopo la nevicata hanno liberato gli accessi proseguendo i viaggi ogni giorno e portando cibo e acqua agli animali». A proposito del cane morto ha aggiunto Buzzi: «È morto domenica mattina – dice – non per il gelo ma per leishmaniosi e vecchiaia. I nostri volontari non l’hanno portato via poiché non era possibile accedere al canile in auto”» Alla richiesta di come siano stati utilizzati i lasciti per il canile ha aggiunto: «Nel 2006 eravamo sfrattati e con il lascito abbiamo acquistato il terreno. Ci battiamo da anni per ristrutturarlo e nei prossimi mesi dovremmo avere l’ok dalla Conferenza dei servizi».

Situazione accettabile in un momento di tale emergenza, quella del canile di Cadibona, infine, secondo Annamaria Mirengo, del Servizio Veterinario dell’Asl di Savona. «Nel sopralluogo congiunto di venerdì scorso tra la Forestale e il Servizio Veterinario – ha detto – non è stato rilevato nulla di anormale contando la generale situazione d’emergenza gelo».

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• lunedì, gennaio 09th, 2012

i bracchi di lara


Salve a tutti, la presente per comunicare cessione di qualche mio cane da caccia, ovviamente setter inglesi, anche un pointerino e una pointer di 4 anni, cedo inoltre qualche semiautomatico, browning gold, franchi prestige ,browning silver, marocchi tecno, sono ormai alla frutta e andar avanti così e….. prego chi interessato di farmi avere messaggi privati, il prezzo ad offerta, perche devo togliere per far money per poter vivere almeno qualche settimana. con dolore ma devo farlo.
saluti

Se sfogliamo i giornali probabilmente messaggi di questo genere se ne possono trovare più d’uno; lasciano intuire difficoltà economiche che si aggravano ogni giorno e coinvolgono molti di noi. Una situazione per molti difficile, per alcuni impossibile da sostenere; frutto forse di scelte politiche dissennate, continuate nel tempo che ora, piaccia o no, siamo costretti a rimediare. Tutti noi, in questi giorni, apprendiamo attraverso la televisione o leggendo i quotidiani delle difficoltà economiche in cui versa la nostra bell’amata Patria… (non che gli Altri vadano meglio per carità)…. lo spread che imbizzarrisce più di Cavallo Pazzo,… la Borsa che va su e giù come un vecchio jo-jo,… il cambio Euro/Dollaro e tante altre cose. Tutto questo porta certamente apprensione per il nostro futuro, ma ancor più, situazioni di questo genere inducono gli uomini ad atteggiamenti egoistici. Ognuno per se e Dio per tutti, sembra l’imperativo dominante,…. una sorta di tormentone invernale che, auguriamoci, muoia con il sole di primavera. Quello che è successo in questa circostanza invece è in controtendenza, invita alla riflessione, apre uno spiraglio di speranza per tutti noi in un mondo dove il cinismo pare sia il non-sentimento dominante.

E’ iniziato tutto così, un giorno, per caso. La comparsa di questo messaggio sul Forum del Sito Internet www.ilbraccoitaliano.net ha attirato l’attenzione mia e di altri frequentatori abituali di quel sito. Poche le notizie, molto frammentarie, nessuna indicazione certa. Qualcosa di grave era di certo successa per indurre un amico comune a vendere i propri fucili e ancor più i suoi amati cani. E’ bastato ad un volenteroso ed attento moderatore aggiungere al messaggio tre parole in maiuscolo….. AIUTIAMO UN AMICO, che il tam-tam mediatico ha diffuso nella coscienza dei frequentatori del sito un’incredibile stimolo alla solidarietà. Tre parole che sono bastate a smuovere gli animi non solo delle persone che lo conoscono, ma anche quelle di sconosciuti, uniti solo dalle comuni passioni: LA CACCIA e LA CINOFILIA. Questo sito unisce uomini, donne e giovani ragazzi con la passione per la caccia, i cani, le armi e tutto quanto attiene la nostra passione. Perfetti sconosciuti che si scambiano opinioni e informazioni attraverso una tastiera, di frequente con il proprio nome o con uno pseudonimo. In questa occasione tantissimi hanno risposto all’appello mettendo a disposizione quello che potevano, piccole somme di denaro, magari frutto di risparmi destinati ai tradizionali regali di fine anno o per altre spese. Cosa può aver costretto un cacciatore a porre in vendita i propri cani? L’amico in questione, padre di due bimbe, ha recentemente perso il lavoro, questa disgrazia anche da sola è sufficiente a giustificare una scelta tanto coraggiosa. Ad aggravare una situazione già difficile si aggiunga che la moglie, nella settimana precedente le Feste Natalizie, ha subito un urgentissimo intervento chirurgico per risolvere un delicato problema di salute. All’amico in questione è venuto a mancare, oltre al lavoro, il bene più prezioso nella vita, la salute della persona amata. La solidarietà verso questa giovane coppia si è estesa dal semplice cacciatore appassionato al mondo dell’arte, attraverso la proposta di un’asta per l’assegnazione di dipinti su ceramica, dipinti ad olio, vendita di preziosi libri antichi, armi e pure l’abbattimento di caprioli in aziende faunistiche venatorie. La prima asta è cominciata con un piatto dipinto a mano offerto da un noto artista-cacciatore raffigurante una scena di caccia alla coturnice della Sicilia, terra dell’amico cacciatore. E’ continuata con la vendita all’asta del dipinto di un’artista Cubano attraverso l’interessamento di una frequentatrice del sito, continuando così una corsa alla solidarietà che si è conclusa nella notte della vigilia di Natale e che si è dibattuta fino all’ultimo secondo. Ma cosa ha di tanto speciale questo atto di generosità?, in fondo aiutare una persona in difficoltà oggi non dovrebbe stupire più di tanto. Quello che rende speciale questa storia, in un momento dove la caccia viene denigrata continuamente dai media, siano esse emittenti pubbliche o private, riguarda l’origine della solidarietà; in questa occasione è nata nel cuore dei cacciatori, in modo spontaneo, senza cioè pensare al suo utilizzo strumentale come purtroppo è abitudine consolidata da parte di alcuni Ministri a noi noti, celebri più per il loro livore nei nostri confronti che per il lavoro svolto nell’incarico istituzionale. Questo gesto nasce proprio come gesto spontaneo da quelle persone che oggi vengono ingiustamente additate come assassini, sanguinari, incapaci di partorire sentimenti di nobiltà. In questo caso la solidarietà ha unito i cacciatori di tutte le regioni, del nord del centro e del sud. Persone con animo nobile e gentile in questo Natale hanno dato prova che una passione, vera e pura come la Caccia, può unire uomini, donne e ragazzi di tutta Italia. Ma chi conosce i cacciatori sa che oltre alla passione per la caccia hanno un grande cuore! Lo dimostrano ogni volta che vengono organizzate gare, mostre cinofile e raduni dove il ricavato viene devoluto in beneficienza, ma questo purtroppo nessuno lo evidenzia ponendone in risalto gli obiettivi. Oggi appare molto più facile accattivarsi le simpatie di un pubblico poco attento alle vere vicende della natura, propinando in continuazione storielle strappalacrime ottenute umanizzando personaggi di Disney. Ma la caccia non è così. I cacciatori non sono così. Sono persone dal cuore grande che in questo Natale hanno aggiunto un pò di speranza e un briciolo di serenità alla famiglia di un amico.

Lara Leporatti