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• martedì, maggio 31st, 2011

Patrizia Lupi

La mia passione per la caccia, nasce da quando ero piccola per colpa o merito di un papà meraviglioso che non si è posto il problema sul fatto che, purtroppo, non fossi un maschietto e che mi ha pazientemente inculcato l’amore per la caccia, per i cani e per l’ambiente.
Pratico la caccia stanziale con i miei cani e mio fratello ed ambedue amiamo definirci “cacciatori ambientalisti”….
Per alcuni questo potrebbe sembrare un controsenso, ma soffermandoci sul significato di queste parole potrebbe non essere così….
Ma parliamo di definizioni…

Politica ambientale : comprende l’insieme degli interventi posti in essere al fine di disciplinare quelle attività umane che riducono le disponibilità di risorse naturali o ne peggiorano la qualità e la fruibilità.
Ambientalista : (utilizzato in funzione di aggettivo) tutto ciò che riguarda l’ambiente naturale e la sua salvaguardia.

Anche solo da queste definizioni, si può facilmente desumere che il cacciatore non è assolutamente estraneo a tutto questo, anzi ne è parte attiva.
La fauna selvatica è spesso considerata come una risorsa per gli uomini in quanto fornisce molti benefici di tipo economico, ecologico, estetico e scientifico, ma
accanto a questi aspetti positivi vi sono anche fenomeni fonte di conflitti tra la fauna e l’uomo.

Il conflitto che può insorgere tra alcune attività antropiche, legate alla società moderna (attività agricole, forestali e di allevamento) e le popolazioni selvatiche, è in genere legato a diversi fattori; il sovrappopolamento e la presenza di fauna selvatica in densità elevate, possono comportare sia danni ad attività umane sia alla salute della fauna stessa.

Le colture cerealicole e foraggiere, possono essere danneggiate durante tutto il ciclo (dalla semina alla maturazione) da ungulati, soprattutto cinghiale, e avifauna in particolare storni, passeri, corvidi, fagiani, ecc., ;

Le colture orticole (frutteti, vigneti e oliveti) possono essere oggetto di danneggiamento al momento della maturazione del prodotto. (lepri, avifauna…).

La brucatura delle gemme e lo scortecciamento dei tronchi, possono danneggiare in modo serio gli impianti frutticoli ed il rimboschimento

Per non parlare di altre situazioni in cui , le deiezioni degli animali tipo il piccione o lo storno, possono rappresentare anche un rischio igienico sanitario.

L’ Art. 19 della L. 157/92 delega alle regioni e all’ISPRA il controllo delle specie di fauna selvatica mediante metodi ecologici, ma qualora si verifichi l’inefficacia di detti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento.

Fra i compiti del moderno cacciatore vi sono quindi:
La salvaguardia di specie in declino o comunque sfavorite, la regolazione delle popolazioni in esubero in conflitto con attività antropiche o ad altre specie di fauna selvatica.
In questo contesto si può sostenere che la caccia moderna è un elemento fondamentale della complessa opera di gestione, tesa a mantenere e ripristinare gli equilibri ambientali migliori e quindi che, soprattutto al cacciatore, è delegato il CONTROLLO DELLA FAUNA.

Ma non bisogna dimenticare che, oltre al controllo della fauna, la caccia è tradizione, è rapporto con il cane, contatto con la natura, rispetto per l’animale e per l’ambiente……

Purtroppo non siamo considerati in questo modo…..
Chiunque di noi parli con amici o conoscenti di questa nostra passione, si sarà sentito dire:
“vai a caccia per sport”…
”poveri animaletti cosa ti hanno fatto?”…..
“voi andate a caccia solo per il gusto di uccidere!!”…
”non si caccia più per mangiare” …..etc…….

Mi sembra una visione riduttiva e contorta della caccia….
Tutto ciò, probabilmente, deriva da una visione che io amo definire “Disneyana” della fauna selvatica… pensiamo al coniglietto “Tippete”, al cerbiatto “Bambi” ,a “Red e Toby” i nemici amici… e la lista potrebbe essere infinita…..
Poi ci chiediamo perché i bambini odiano la caccia?? ….perché non ci sono più giovani cacciatori? E perché veniamo addirittura tacciati di essere degli assassini??
Si pensi alla differenza della figura del cacciatore di cappuccetto rosso o quello di Biancaneve e a quello di Bambi…questo è il cambiamento nella società moderna della visione del ruolo del cacciatore….

Ma le informazioni e i concetti che i media fanno passare sono ancora peggiori…
per non parlare dell’educazione nella scuola primaria che dovrebbe essere “super partes”…

Navigando in internet ho trovato un articolo che faceva riferimento ad una trasmissione in cui si parlava di fiabe e della loro influenza psicologica sui bambini…
Un’insegnante ha chiamato in trasmissione dicendo che i bambini sono traumatizzati dall’epilogo di cappuccetto rosso e precisamente dal momento in cui il cacciatore uccide il lupo per salvare la nonna che si era mangiato.
La brillante maestra ha detto di aver raccontato un finale diverso ai bimbi omettendo la figura del cacciatore e sostituendolo con un chirurgo animalista che salva la nonna e ricuce il lupo.
Il fatto che una maestra elementare, abbia candidamente ammesso durante una trasmissione televisiva, di censurare ai bambini la figura del cacciatore (figura benevola che ristabilisce l’equilibrio in una storia ben più terrificante), purtroppo ci porta a constatare quanto l’approccio animalista entri di prepotenza nelle scuole e si imponga come unica verità da trasmettere alle future generazioni.
Ma i bambini prima o poi devono fare i conti con tutti gli aspetti della vita, ossia l’animalismo esasperato non è altro che un capriccio ed una fiaba forzata in cui ci si ostina a vivere.
Io sono un cacciatore, ma sono anche una donna e come tale, preoccupata per l’educazione impartita ai nostri bambini… e questi metodi sono utilizzati in maniera sistematica nella realtà scolastica italiana, ma chi aiuterà questi poveri bambini nella comprensione della vita reale??
Bisognerebbe…solo insistere sulla catena alimentare e sulle nostre tradizioni….Come hanno fatto molti dei nostri genitori…
La catena alimentare nasce naturalmente, con le evoluzioni delle specie e di conseguenza con quella dell’uomo…
Non sempre tutto è positivo, ma deriva da una base culturale che segue un’etica ed una logica precisa, racchiudendone il significato…
L’educazione ed il bisogno….sono stati, e sono tuttora, la base e la matrice dell’evoluzione.
Qualcuno potrebbe pensare che, la società moderna sia la colpevole….di queste “DONNE CACCIATRICI”….
E’ stato solo per esigenze storico-culturali che siamo passate dal “lavare panni, accudire i bambini e curare gli anziani” ( stereotipi più menzionati), all’essere qui oggi ??
La caccia rappresenta uno step evolutivo riconosciuto da tutti gli antropologi;
l’uomo si è evoluto da coltivatore e raccoglitore ( quindi ruolo passivo) a cacciatore ( ruolo attivo, ripreso anche dalle maggiori religioni come principale differenza tra l’uomo e la bestia) , utilizzando l’etologia comparata, ci accorgiamo che i cacciatori, per antonomasia i leoni… affidano il ruolo più importante alle leonesse.. chissà perché?
Passando dalla natura al mito e volgendo uno sguardo alla storia….
Pensiamo agli Antichi greci, (UOMINI considerati in grado di dominare le leggi della logica, della geometria e della retorica) che attribuiscono la divinità della caccia ad Artemide,
una donna …
Dea della caccia e figlia di Zeus (Dio del Cielo)

Si narra che un giorno, mentre era ancora una bimba di tre anni, suo padre Zeus la prese sulle ginocchia e le chiese quali doni avrebbe gradito.
Lei rispose: …. l’ eterna giovinezza, un arco e delle frecce, una tunica da caccia color zafferano e sessanta giovani Ninfe, perché queste si curino dei miei calzari e nutrano i miei cani quando io non sono impegnata nella caccia. ….
Zeus sorrise con orgoglio. (Probabilmente anche Zeus avrebbe voluto un primogenito maschio… ma avrà fatto, come la maggior parte dei nostri papà, “di necessità, virtù”)

Artemide, è la dea arciera che vive con le ninfe nel bosco, simbolo di libertà, di sorellanza e di capacità di centrare i propri obiettivi; è’ considerata la Dea degli animali selvatici, con un carattere a tratti selvaggio e vendicativo ….(si narra che numerose furono le vittime della sue collera)
Era considerata la ‘Signora della Selvaggina’…. la forza dell’istinto, che assicura, anche attraverso la morte degli individui, la sopravvivenza della specie.
Come Signora degli animali, era per i Greci, l’invisibile guardiana degli animali selvatici e colei che uccideva, con le sue frecce acuminate, chiunque desse la caccia a bestie gravide o a cuccioli.
La dea preferita dagli antichi Greci era dunque la personificazione della legge naturale,….
una legge diversa da quella della società antica e moderna, ma forse destinata a durare eternamente.
Ancora una volta rimaniamo stupiti di come le donne, nella caccia e nella vita, ricoprano un ruolo fondante e fondamentale per l’equilibrio della società.
Mi piacerebbe che questa “chiacchierata”, o monologo come dir si voglia, in questo spazio “rosa” che “qualcuno” ha voluto fortemente…si ponesse l’attenzione sul fatto che:
La donna cacciatrice rappresenta nella famiglia e nella società l’equilibrio tra la brama di predazione dell’uomo e la necessità di conservare il nostro patrimonio eco-faunistico,
e che grazie al percorso evolutivo, ed anche allo sviluppo della società moderna, la donna possa essere finalmente presente ed attiva nel mondo venatorio ….

Patrizia Lupi

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• martedì, maggio 31st, 2011

Gentili signore , egregi signori presenti buongiorno .
Mi chiamo Federica Santacatterina e sono qui oggi per espresso volere del Signor Antonio Pinotti , un cacciatore gentiluomo profondo conoscitore della Natura e della Caccia , legato alle tradizioni e all’ ambiente rurale che tanto bene e’ riuscito a descrivere e rappresentare nei suoi scritti. Scritti , ilTACCUINO ITALIANO DELLA CACCIA, DELLA TERRA, DELL’AMBIENTE E DELLE TRADIZIONI , che sono stati fautori di un mio ravvedimento sulla pratica della Caccia che ho sempre giudicato in maniera superficiale limitandomi alle sue apparenze . Ed e’ proprio di questo che intendo parlarvi : Di cosa sia e cosa rappresenti oggi la Caccia in Italia per la conservazione delle tradizioni , del territorio e della Fauna , e quanto e perche’ tali valori e principi sia importante farli conoscere alla gente .

Personalmente , da non cacciatrice , fino a poco tempo fa credevo che la Caccia fosse solo sparare e uccidere perché questo e’ il modo in cui comunemente viene rappresentata da chi , ovviamente non cacciatore , ne parla pubblicamente su quotidiani o nei talk show televisivi . Fin quando , attraverso i Taccuini settimanali di Pinotti , ho imparato a conoscerla in maniera diversa grazie alle spiegazioni semplici e chiare , ma ricche di dati e informazioni a me prima sconosciuti , li contenuti . Da questo , e dopo cio’, ho capito che se il vostro modo di  vivere la Natura viene spiegato in modo esaustivo dando risalto alla parte nobile e vera che sta alla base di questa vostra grande passione , tanta gente potrebbe decisamente cambiare opinione verso di voi e il vostro mondo ingiustamente maltrattato . Ma dovete spiegarlo . Dovete farlo per farvi conoscere meglio .

Io vivo in un luogo dove la Caccia è ancora molto presente e numericamente ben rappresentata all’ interno della società civile . Società fatta di gente semplice, padri, madri , che ancora credono nei valori tramandati dagli anziani e dove le tradizioni legate alla ruralità trovano ancora la loro giusta e consona collocazione . Anche la Caccia , dicevo , trova ancora posto dove vivo , ma pur vivendoci a stretto contatto da sempre , mai mi ero interessata a cosa veramente fosse e cosa ci fosse dietro . Mai mi ero posta la domanda : ma questi che si alzano alla mattina quando è ancora buio per andare nel bosco con il freddo, con la  pioggia e con il vento, perché  lo fanno ??? Da cosa sono spinti a fare tutto ciò ??? Chi glielo fa’ fare ???

Antonio Pinotti con i suoi racconti e con le sue indicazioni è riuscito a dare risposta a questa domanda in modo molto semplice condensando tutto in poche parole : Passione , Conoscenza , Rispetto e amore per la Natura .

Quella passione che spingeva Lui, ed ora tanti cacciatori, a voler difendere e cambiare le sorti della Caccia in questo Paese , unita a quella spasmodica voglia di non perdere , ma anzi tramandare ai posteri , quel bagaglio di tradizioni ,  cultura dell’ Ambiente e gestione della Fauna che ha radici millenarie . Un valore inestimabile di cui lui e’ stato uno dei massimi conoscitori e cultori , oltre che divulgatore e valorizzatore . Dopo aver conosciuto attraverso lui cosa e’ veramente la Caccia , posso tranquillamente e fortemente sostenere che se prima mai nella vita avrei pensato di poter diventare un giorno cacciatrice , OGGI non lo escludo a priori . E se questo non dovesse accadere sara’ solo ed esclusiva mente per una mia precisa’ e libera scelta e non per mia posizione ideologica contraria .

Accennavo alla mia presa di coscienza a seguito dell’ informazione corretta  Questa mi ha portato ad analizzare meglio e a valutare con obiettivita’ episodi e notizie che mi arrivavano sull’ argomento . Fra tanto altro , mi sono accorta di come i cacciatori fossero indicati come distruttori dell’ Ambiente e della Fauna dai loro antagonisti animalisti e ambientalisti , e come questo non fosse assolutamente vero visto le tante regole a cui i cacciatori sono assoggettati e si assoggettano . Regole che fanno si che la Caccia in Italia non possa in nessun caso essere motivo di rarefazione o scomparsa di qualsivoglia specie animale perche’ basata e praticata su rilevazioni e dati scentifici volti a tutelare la Fauna stessa nel tempo . Studi e rilevazioni , che anche i cacciatori stessi promuovono , finanziano , eseguono .
In piu’ sono stata portata a conoscenza del tanto lavoro fatto in favore dell’ Ambiente attraverso la loro opera volontaria , finanziata attraverso i proventi derivanti dalle quote associative agli Ambiti Territoriali di Caccia che versano ogni anno .
Di contro , dell’enorme quantita’ di denaro pubbblico che viene spesa da altri  soggetti, quelli che li contestano e li disconoscono , per gestirlo ottenendo scarsi risultati .
Ad esempio sono rimasta allibita quando ho letto che si spendono finanziamenti della comunità Europea per un valore di DUEMILIONICINQUECENTOMILA euro per mettere degli zainetti satellitari ai Piccioni per studiarne le gerarchie all’interno dello stormo in volo . Sono rimasta altrettanto allibita leggendo l’ entita’ dei risarcimenti milionari , veramente tanti – tanti milioni di euro , che le Provincie devono erogare ogni anno agli agricoltori per i danni causati all’ Agricoltura e all’ Ambiente dalla fauna selvatica . Danni causati da una cieca e ancorche’ dannosa politica di gestione dell’ Ambiente basata su ideologia anticaccia promossa dalle Associazioni Animaliste e Ambientaliste , che impedisce di fatto il contenimento , per esempio , del Cinghiale o l’ eradicazione della Nutria . Specie problematiche e invasive che necessitano al contrario di un’ attenta gestione delle loro popolazioni.
Ideologia anticaccia che esclude dal prelievo venatorio i comuni Piccioni , portatori di malattie , parassiti e causa di ingenti danni al patrimonio architettonico storico e culturale attraverso le loro deiezioni , che porta a spendere milioni di euro in mangimi sterilizzanti che non ottengono il risultato sperato , piuttosto che sottoporli a un prelievo venatorio regolato nei tempi e nei modi per ridimensionarne il numero senza metterne a repentaglio la sopravvivenza come specie . Prelievo che porterebbe a un sicuro e GRATUITO , questa parola mi premesottolinearla – GRATUITO – risultato , e RISPARMIO per la collettivita’.

Capisco che quando si parla di progetti di contenimento di specie problematiche o di eradicare colonie di Nutrie, Visoni , Scoiattoli grigi, Gamberi blu, piccoli insetti colorati e piante dai fiori meravigliosi, è difficile essere popolari.
Eppure bisogna avere il coraggio di farlo perche’ queste specie, assieme ad altre , costano ogni anno 12 miliardi di euro in tutta Europa. In questa stima, sicuramente al ribasso, sono inclusi i costi di eradicazione ma anche i danni all’agricoltura, alla pesca, alle foreste e alle infrastrutture. Per quanto riguarda l’ Italia , il Dottor Piero Genovesi, biologo dell’Ispra , acronimo che ricordo sta per : Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale , cioe’ l’ Istituto che in Italia determina gli indirizzi dello Stato in questa importantissima materia , presidente inoltre di una rete globale di scienziati ed esperti in specie invasive , ha spiegato che se presa in tempo , un’invasione , può essere affrontata e risolta con spese minime . Anche solo di mille euro. Altrimenti i costi possono aumentare anche di 40 volte. Ed e’ sempre per questo che lo stesso Genovesi dice che oggi, in Italia, abbiamo diverse bombe a orologeria , almomento sottovalutate , che esploderanno fra 10-15 anni provocando ingenti danni economici”. Un allarme questo lanciato da scienziati che la materia la studiano seriamente e quotidianamente che al momento e’ rimasto inascoltato visto che , a oggi e sempre per fare un esempio , la Nutria rientra fra le specie non incluse nei calendari venatori nazionali riconoscendogli una sorta di ” protezione” irresponsabile e inspiegabile se non dal fatto che da parte di animalisti e ambientalisti , vige la regola del NO a priori perche’ ideologicamente schierati contro di voi .
Questo anche davanti all’ evidenza e necessita’ di contenere popolazioni animali in esubero che causano danni economici ingenti , perché fra loro vige la regola che il vietare a priori e’ meglio del gestire responsabilmente .
I Parchi …….
Sono rimasta stupita dall’ entita’ dei finanziamenti che vengono erogati per questi e che non producono in termini economici al Paese niente . Questo perche’ unambientalismo preconcetto li ha di fatto ” imbalsamati e congelati ” rendendoli inutilizzabili alla comunita’ rurale che ci vive , ponendo mille regole o divieti che ne ostacolano la corretta e naturale fruizione . Nello stesso tempo sono pero’ luoghi di continua speculazione edilizia e distruzione ambientale attraverso la scellerata costruzione di infrastrutture turistico ricreative o di centrali eoliche o fotovoltaiche che comportano un fortissimo impatto sull’ Ambiente e  sulla Fauna che questo ospita . Penso ad esempio cosa possa causare alla fauna  tipica alpina , sia come sottrazione di habitat che come disturbo , la costruzione continua di alberghi – sciovie – funivie – skilift , con conseguente presenzaumana , in luoghi che diversamente potrebbero e ancor piu’ DOVREBBERO rimanere  incontaminati.
Oppure cosa determini in qualita’ dell’ Ambiente di un Parco , l’ apertura di discariche , spesso abusive ma anche autorizzate , che quando scoperte ogni tanto salgono agli onori della cronaca . E a quante migliaia di uccelli di specie anche protette e rare in natura rimangono vittime delle pale eoliche volute dagli ambientalisti per produrre energia cosidetta pulita e sistemate su crinali e passi montani anche all’ interno di Parchi nazionali . Luoghi e posti
in cui la Caccia e’ assolutamente preclusa proprio perche’ rappresentano dei passaggi obbligati per loro che sfruttano le correnti d’ aria per muoversi o migrare , e li vi si concentrano in gran numero . La caccia , giustamente e responsabilmente anche a detta degli stessi cacciatori , e’ vietata , e le torri eoliche  che ne falciano a migliaia e migliaia invece possono essere tollerate e accettate ??
Ma allora questi ambientalisti che fanno ?? Cosa controllano ?? Come gestiscono  l’ Ambiente ??
Si lavano la coscienza solo mettendo un Divieto di Caccia , unica attivita’ da vietare che pare stargli a cuore , oppure curano con passione , conoscenza e coscienza quello che gli e’ stato affidato in gestione ?? E perche’ non accettano la vostra richiesta di collaborazione facendovi entrare nei Comitati di gestione dei loro Parchi cosi’ come voi li avete fatti entrare in quelli dei vostri Ambititerritoriali di Caccia ?? Perche’ non accettano di condividere con voi che ne sapete se non di piu’ , almeno tanto quanto loro su Ambiente e Fauna , l’ onere di gestire il territorio e le aree protette ??
Penso di averlo capito .
Perche’ cosi’ voi non apparireste piu’ come fino ad oggi loro vi hanno dipinto .
Adesso voi siete i cattivi dell’ Ambiente e i distruttori della Fauna . Loro invece ne sono i paladini . E la gran parte della societa’ , male informata , ovviamente gli crede .
Potrebbe continuare a credergli , se vi vedesse all’ interno dei Comitati di gestione dei Parchi come da anni chiedete e come da anni loro vi negano , stilare piani di intervento per la salvaguardia o censimento della Fauna che ci vive , oppure svolgere opera di vigilanza volontaria , oppure partecipare attivamente alle opere di mantenimento di questi ?? No…..non potrebbe piu’ credergli !
Ecco perche’ vi ostacolano , ed ecco perche’ parte della societa’ civile si schiera istintivamente dalla loro parte e non dalla vostra : Perche’ non vi conosce . Non conosce niente del lavoro che gia’ fate e sareste in grado di fare . Di conseguenza non sa quanto potreste essere utili all’ intera collettivita’ .
Ecco che allora si ritorna a uno dei temi del mio intervento : Quanto la COMUNICAZIONE sia importante per voi !!

Si fa un gran parlare che gli Italiani sono contro la caccia . Molti lo saranno convintamente senza ipocrisie , e questo e’ normale e non scandalizza nessuno , ma molti lo sono SOLO perche’ non informati . Metteteli al corrente per quanto riguarda la cura dell’ Ambiente , di quanto e spesso male vengono spesi i loro soldi ; quelli derivanti dalle tasse che con tanto sacrificio tutti paghiamo . Informateli meglio e compiutamente su chi siete . Su quelle che sono le vostre richieste e perche’ le fate . Su quello che continuamente fate per l’ Ambiente e la Fauna , gratuitamente e ogni anno , nelle zone dove cacciate . E poi chiedete alle stesse persone cosa ne pensano della Caccia e se questa , attraverso la gestione della fauna selvatica in modo responsabile e scientifico , come e’ ormai nei fatti, può essere utile o no ad aiutare lo Stato, le Regioni, le Provincie a risparmiare.
Chiedetegli se preferiscono la spesa inutile o quasi , oppure investire i risparmi nella Sanità, nella Scuola , negli aiuti alle famiglie più disagiate e vi accorgerete che queste stesse persone saranno convintamente con voi e con il vostro pensiero . Forse sarebbe il momento che tali episodi e tali cifre fossero di dominio pubblico per permettere finalmente alla gente di poter capire cosa significa mala gestione del territorio e della fauna , e cosa comporta e dove porta la
solita ed eterna politica ambientalista del NO .

Prima di terminare il mio intervento vorrei soffermarmi un’attimo su due progetti sui quale Antonio Pinotti credeva molto con la speranza che Zefiro possa fare da cassa di risonanza vedendoli in futuro realizzati . Sarebbero importanti nella direzione di una migliore informazione e vostra immagine e se realizzati ,il regalo piu’ bello e degno tributo alla sua memoria .

Il primo e’ quello della ” Sentinella ambientale ” .

Cioe’ portare la gente a riconoscere i cacciatori come veri custodi dell’ambiente . Fare in modo che essi siano presenti sul territorio 365 giorni l’anno per laprevenzione degli incendi, segnalazione di discariche abusive, controllo dei ruscelli e dei sentieri lavorando in sintonia con gli Enti preposti alla sorveglianza o al mantenimento del territorio . Chi meglio di un cacciatore conosce l’ ambiente e puo’ esserne suo guardiano ??
Secondo una recente indagine , l’Italia e’ sempre piu’ un paese a rischio dal punto di vista della sicurezza ambientale , e i cittadini ne hanno preso coscienza. Tre italiani su quattro sostengono che il Paese si trova a dover fronteggiare una crescente emergenza ambientale , e disboscamento, abusivismo edilizio, cementificazione dei letti dei fiumi e costruzione incontrollata di infrastrutture, sono – secondo il campione intervistato – alcune delle cause alla base dei problemi idrogeologici .
Sempre secondo il sondaggio circa 6 italiani su 10 si sono trovati ”almeno una volta” ad aver dovuto affrontare qualche ”disastro legato a fenomeni naturali ”. Il 43% della popolazione, ha dovuto affrontare alluvioni, esondazioni o frane o, ancora, smottamenti, i cui danni, se non evitati completamente, potevano essere senz’altro limitati con un’opportuna opera di prevenzione , sottolineo la  parola PREVENZIONE , e di manutenzione ….
Secondo un rapporto della Protezione Civile realizzato unitamente a Legambiente, oltre 3,5 milioni di cittadini, il 6% della popolazione, sono in Italia esposti al pericolo di frane o alluvioni e non si tratta di roba di poco conto ….. Si tratta di abitazioni civili , industrie, infrastruttuture, perfino scuole ed ospedali costruiti in aree a rischio.
Pensate solo cosa potrebbe significare, a livello PRATICO , avere i cacciatori che tengono sotto controllo e eventualmente segnalano anche solo la metà di queste eventi e quale riscontro gli stessi potrebbero trovare nell’opinione pubblica se venissero impiegati come forze VOLONTARIE a servizio della collettivita’.
Quindi , in base anche a queste considerazioni , la realizzazione di questo progetto reputo debba esser presa assolutamente in considerazione .

Il secondo progetto che ben si raccorda a quello precedente , e’ l’ Istituzione di una Scuola aperta a tutti i fruitori della natura .
Antonio Pinotti la chiamava ” Scuola della Terra , dell’ Ambiente , della Cacciae delle Tradizioni. Un nome bellissimo che nella sua semplicita’ spiega tutto quello che frequentandola si puo’ apprendere .
Aveva preso spunto dalla SCUOLA ESPANOLA DE CAZA con sede in Spagna nel Comune di SORIA il cui Direttore di allora , Don Josè Luis Garrito Martin , ha tenuto il25 giugno 2005 una relazione sull’attività della Scuola stessa , proprio qui al l’interno del meeting di ZEFIRO .
Vi do solo alcuni dati che fanno capire l’ importanza del progetto .
La scuola fondata nel 1997, ha avuto un enorme successo e attrae annualmente oltre 30.000 visitatori ed oltre 10.000 corsisti nei vari Seminari tenuti da docenti di primordine che interessano le materie legate alla tutela del paesaggio , le attività sociali all’aria aperta , la caccia , la cinegetica , l’etologia, la fenologia riproduttiva , la micologia , la veterinaria , le biotecnologie.
Se realizzata , nella scuola si potranno approfondire le caratteristiche della biodiversità , della flora, della fauna, del paesaggio, dei prodotti della terra  e del bosco , delle tradizioni.
Per quanto riguarda espressamente la Caccia saranno poste all’ attenzione dei corsisti : lo studio delle migrazioni, dell’arte venatoria, del la cultura della caccia, gli aggiornamenti legislativi che interessano la gestione del territorio , il metodo dei ripopolamenti di selvaggina, la gestione dellaFauna, gli osservatori ornitologici, i roccoli, le brescianelle , l’architettura “verde” di un appostamento fisso di Caccia , lo studio della topografia dei luoghi rispetto alla caccia ed alle tradizioni in genere.
Inoltre la ricostruzione storica della vita rurale con l’ esposizione di materia li ed attrezzi antichi . E tantissimo altro .
E’ poi indubbio che il cacciatore moderno deve essere dotato di un’adeguata formazione scientifica e culturale. Infatti nella Scuola si dovranno tenere i corsi preparatori per l’ottenimento della patente venatoria : la Licenza di Caccia .

Concludo :

Che bei progetti . Che belle cose . Guardate di cosa siete capaci . Quante cose utili e importanti siete capaci di fare e ideare . E quanta ricchezza di idee e quali e quanti spunti si possono prendere da voi. Voi siete una risorsa per l’ Ambiente altro che iattura come qualcuno sostiene .
Questi sono solo alcuni punti che le persone al di fuori del vostro mondo , se informate a dovere , potrebbero mettere sulla bilancia dei pro e dei contro valutandovi meglio per quello che siete . Io l’ ho fatto ed ho cambiato radicalmente parere nei vostri confronti .
Allora vi esorto : COMUNICATE – COMUNICATE – COMUNICATE !!!
Continuate sulla strada del’ informazione . Non tralasciatela assolutamente . E’troppo – troppo importante per voi .
Per questo lancio un appello agli appartenenti alle forze politiche vostri sostenitori e amici , a quella parte di Ambientalismo non ideologicamente schierato percio’ responsabile , e a tutti i Presidenti delle Associazioni venatorie : Spetta a Voi con voce univoca parlare alla gente presentando la Caccia e il cacciatore per quello che in verita’ e’ , e le cose che lo riguardano per come realmente sono .
Basta nascondersi . Basta tergiversare . Mettete in campo iniziative forti e per seguite questa strada tutti assieme . Quella della buona comunicazione e della giusta informazione fatta con metodo comune e a oltranza .
Abbiate la forza e la volonta’ di farlo.

Ho concluso e ringrazio tutti voi per l’ attenzione

FEDERICA SANTACATTERINA

p.s.

un ringraziamento a Massimo Negri il quale ci ha aiutato nella stesura finale della relazione oltre che averci fornito dati importanti riportati dentro alla relazione stessa.
Igor R.

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